MILANO CONTRO L’AUSTERITY

Milano contro l’austerity – Venerdì ore 19.00 in Darsena

Mobilitiamoci per un’Europa diversa che non accetti i diktat della Commissione e della BCE.

Mobilitiamoci perché il ricatto in cui è costretta la Grecia non è e non può essere una questione solo locale.

Mobilitiamoci perché la Grecia che dice NO non può essere lasciata sola, il meccanismo di resistenza deve dispiegarsi in tutto Europa.

L’Europa del Capitale vuole chiudere i conti con chiunque voglia mettere in discussione la religione dell’austerità che ha inflitto infiniti lutti in tutto il continente con le sue sciagurate politiche di restringimento dei diritti sociali.

Vuole chiudere i conti con chi desidera un’Europa che sia spazio aperto di diritti e libertà che veda nella solidarietà un elemento fondante.

Vuole chiudere i conti con noi che combattiamo e cerchiamo di respingere quotidianamente le spinte razziste e xenofobe dei populismi alla Salvini, di chi denigra i poveri e vuole una pulizia etnico-sociale dei territori.

Si farà di tutto per impedire o condizionare questo referendum.

Un tempo nell’Europa Meditarranea venivano utilizzati i carri armati o si metteva in campo la strategia della tensione per bloccare istanze politiche sgradite.
Ora tutte le facce del Capitale (dalle istituzioni finanziarie ai gruppi di potere, dai fondi pensione e d’investimento alle grandi banche passando per le agenzie di rating) mettono in campo la strategia del terrore fatta di previsioni apocalittiche, banche chiuse e pensioni/stipendi non pagati.

Le ingerenze, col passare delle ore, aumenteranno.

Noi immaginiamo un’Europa che sappia essere terra di asilo e di accoglienza e che non veda i governi nazionali protagonisti di un disgustoso mercanteggiamento sulle vite dei rifugiati.

Un’Europa che non costringa a rischiare la vita o respinga chi arriva per cercare un futuro diverso lontano dalla fame e dalla guerra.

Il referendum promosso dal governo Tsipras rappresenta di fatto uno spiraglio in cui si possa insinuare la presa di parola collettiva contro la dittatura economico-politica della Troika.

E’ uno spazio che è compito comune presidiare tutti perché in gioco c’è la non ineluttabilità delle politiche di austerity, nonché la speranza della possibilità di un’Europa altra e diversa.

E’ uno spazio profondamente radicale, in un’epoca in cui i governi non hanno la dignità di opporsi all’ assoggettamento della propria popolazione a favore di equilibri finanziari che nulla hanno a che fare con l’economia reale.

Per questo saremo in piazza venerdì a fianco del popolo greco, nella giornata da loro convocata in tutta Europa. Perché anche a Milano deve sentirsi forte il nostro OKI alle politiche di austerità in cui ci stanno costringendo, perché le ricette che hanno e vogliono imporre alla Grecia sono le stesse che vengono imposte anche a noi.

Zam – Zona Autonoma Milano

Rete Studenti Milano

Dillinger Project

Csoa Lambretta

Casc Lambrate

Collettivo Bicocca

Riferimento link da Milano in Movimento:

http://milanoinmovimento.com/news-stream/milano-contro-lausterity

PORN GAME! LA PRIMA PARTITA DI CALCIO NON COMPETITIVA, ANTISESSISTA E ANTICAPITALISTA DI MILANO!

11391303_692040757568824_6195167981122859182_n

“Basta parlare di dare i soldi a quelle quattro lesbiche”

Così Belloli, Presidente della Lega Nazionale Dilettanti (LND), ha affermato qualche settimana fa, riferendosi alle giocatrici della Nazionale Italiana Calcio femminile, quelle che ogni giorno faticano per la loro passione, che si impegnano e rinunciano esattamente come i loro colleghi uomini anche se mediaticamente meno visibili.

Queste affermazioni non ci stupiscono dato che sappiamo che certi stereotipi sono sedimentati nel senso comune. La figura della donna è ancorata ad un’immagine dalle linee ben definite: alle donne sono tradizionalmente assegnati ruoli di cura, assistenza e (re)legati alla sfera dell’affettività. Quando questi confini vengo infranti allora la figura femminile viene ad essere ridefinita in un’ottica deviante e stigmatizzante che la vede ghettizzata ai confini della normalità : o sei lesbica o isterica.

Siamo froce, puttane, transessuali e queer e questo messaggio è diretto a tutte le persone che credono nell’ autodeterminazione dei corpi e nella libertà sessuale.
Siamo antifascist*, antisessist* e antirazzist* e per uno sport libero dal mercato capitalista, dal protagonismo subordinante del genere maschile e dal colore della pelle.

Crediamo nella parità dei diritti, che il sudore di una persona non sia commiserabile al suo sesso biologico, che la nostra sessualità non determini le nostre capacità.
Siamo contro ogni forma di repressione dell’ individuo e della sua espressione, contro l’apartheid dei generi, combattiamo quotidianamente l’eterosessualità obbligatoria che dilaga nella nostra società in virtù della libera espressione di tutte le identità.

SABATO 20 GIUGNO in occasione della mobilitazione NoExPo Pride per la giornata nazionale anti sessista e anti capitalista più grande degli ultimi tempi, abbiamo deciso di organizzare PORN MATCH/ PORN GAME, la prima partita ludica non competitiva queer della storia di Milano.

Se anche tu vuoi esprimere la tua identità senza dover ricadere in etichette, creare un momento di condivisione libero dall’oggettivazione dei corpi, allora vieni allo nostra PORN MATCH/PORN GAME!

SABATO 20 GIUGNO PARCO della MARTESANA ore 18.30 – 20.00

>>>>>>>> Manda la tua ADESIONE alla partita inviando un MESSAGGIO alla pagina facebook #NoEXpoPride entro il 15.06.2015 .
Fallo il prima possibile!

—-

REGOLAMENTO del PORN GAME:
@ Le due squadre che scenderanno in campo saranno miste (per provenienza, genere, abilità, favolosità, …) e composte da 11 elementi ognuna.
@ La partita avrà la durata di 2 tempi da 20 minuti effettivi con una pausa di 5 minuti.
@ Non esiste la figura dell’arbitro ma un responsabile di campo che segue lo scorrere del tempo ed i goal. Chiediamo ai giocatori e alle giocatrici di autogestire la partita e le controversie. Il responsabile interviene solo in caso di gioco troppo competitivo o per comportamenti offensivi, razzisti o sessisti.
@ Le sostituzioni sono illimitate e volanti (prima si esce e poi si entra): raccomandiamo di mantenere il turn-over in modo da garantire a tutt* di scendere in campo ed essere protagonist*!
@ Il portiere può ricevere il retropassaggio anche con le mani.
@ La rimessa laterale viene effettuata da terra con i piedi.
@ Non esiste il fuorigioco ma solo essere “fuori di melone”!
@ Dopo ogni interruzione temporanea il pallone viene scodellato a centrocampo dal responsabile di
campo.

ALTOLÀ AL GIOCO SPORCO!
# Al primo fallo cattivo ed intenzionale di una squadra , indipendentemente dal fatto che succeda in area o meno, verrà fischiato il calcio di rigore. Lo stesso avverrà in caso di offese gravi.
# Giochiamo per solidarietà e non per competizione: non fare come Nedved e punta al pallone!
# Si prega i responsabili di tutte le squadre partecipanti di diffondere queste informazioni ai giocatori del gruppo, contribuendo a rendere sereno e piacevole il clima sul campo.
# Ogni forma di razzismo , fascismo , sessismo sarà punita col confino a casa di Bruno Vespa

#NoExpo Pride
http://noexpopride.noblogs.org/

NO EXPO PRIDE – Milano, 20 GIUGNO 2015

NoExpoPride

NoExpoPride

IL 20 Giugno alle ore 15:30
concentramento in Piazza Duca D’Aosta, Stazione Centrale, Milano

CORTEO NOEXPOPRIDE
NE’ NORMALI NE’ SFRUTTATE
SIAMO LIBERE E AUTODETERMINATE

Saremo in tante, saremo ..

Lesbiche, Froce, Queer, Femministe, Migranti, Trans, Seconde Generazioni, Lavoratoric* del sesso……

Scenderemo in piazza portando per strada le nostre molte e differenti identità, quelle che il sistema (v)etero capitalista mette ai margini, quelle che non si abbinano bene con la vetrina di Expo.

Rinunciamo alla rispettabilità omonormata e invaderemo le strade di Milano, perchè non siamo disposte a farci confinare nei ghetti del consumo gay friendly. Non siamo disposte a subire sui nostri corpi meccanismi di patologizzazione e medicalizzazione solo perchè non corrispondiamo a quella norma che ci vorrebbe far rientrare nel binarismo di genere e rendere accettabili.

I nostri corpi sono eccedenti e per questo favolosi!

Vogliamo creare città dove le strade libere le fanno le soggettività che le attraversano quotidianamente, con la solidarietà e le relazioni che costruiscono, e non le telecamere e la militarizzazione; una città dove i nostri desideri si possano realizzare negli spazi che viviamo e liberiamo ogni giorno da razzismo e omo/lesbo/transfobia.

Vogliamo ripartire da dove tutto ebbe inizio, da Stonewall, con la lotta e la favolosità che da sempre ci hanno contraddistinto, orgogliose come le frocie, le lesbiche e le travestite che si opposero alla violenza e ai soprusi della polizia.

I nostri desideri sono ingovernabili, la nostra libertà non è in vendita!!!

 

BLOG NOEXPO PRIDE: https://noexpopride.noblogs.org/
PAGINA FACEBOOK: https://www.facebook.com/pages/NoExpo-Pride/635191053253795

CARICATI STUDENTI E STUDENTESSE IN UNIVERSITÀ!

Oggi Giovedì 28 Maggio il ministro dell’istruzione Stefania Giannini era stata invitata al convegno organizzato da ”Almalaurea” chiamato ”I laureati tra (IM)mobilità sociale e mobilità territoriale”, per questo motivo noi studenti e studentesse della Bicocca ci siamo organizzati per contestare il Ministro Giannini in quanto promotore di un modello di istruzione dove le nuove generazioni vengono già dalla scuola addomesticate a un’esistenza precaria, i privati hanno libero accesso di speculare all’interno dei luoghi del sapere e scuole e università diventano sempre più simili ad aziende.

E cosi assieme a una sessantina di studenti e studentesse determinati a voler manifestare un dissenso più che legittimo nei confronti delle politiche perseguite dal Ministro Giannini abbiamo organizzato la mobilitazione di oggi con lo scopo di ritagliarci una spazio durante il convegno per ribadire quello che è il nostro concetto di scuola e università pubblica in netta contrapposizione con quella promossa dalle due riforme ”La Buona Scuola” e ”La Buona Università”. Il risultato è stato che, fin da questa mattina, l’Università degli studi di Milano Bicocca è stata completamente militarizzata, la Digos pattugliava i corridoi del piano terra mentre la polizia in tenuta antisommossa era appostata con due mezzi blindati all’ingresso dell’edificio U6. Il ministro Stefania Giannini non si è presentato per paura di commettere l’ennesima figuraccia che le avrebbe solamente tolto ulteriore legittimità politica, infatti, come Matteo Salvini, ogni posto in cui si presenta trova solamente contestazioni ad accoglierla. Alle 16 di oggi ci siamo quindi radunati di fronte all’edificio U6 per a portare il nostro punto di vista in questo convegno. Non appena abbiamo provato ad entrare nella NOSTRA università, uno schieramento di Celere ha chiuso l’ingresso impedendoci di proseguire e così coloro che fino a qualche mese fa gridavano in nome della libertà d’espressione ”Je suis Charlie” oggi non hanno voluto permettere ai protagonisti di queste due riforme di esprimere il proprio punto di vista a riguardo. Dopo essere stati manganellati dalle forze dell’ordine all’ingresso abbiamo provato a fare un giro attorno all’edificio U6 per accedere dagli altri ingressi. Dopo aver constatato che le uscite di emergenza e gli ingressi dell’edificio U6 erano stati blindati abbiamo provato a confrontarci con l’idiozia strategica di Celere e Digos, cosi siamo entrati tutt* assieme nell’edificio U7 e tramite il corridoio, che connette al secondo piano l’edificio U7 al blindatissimo edificio U6, siamo riusciti ad entrare dall’interno sbeffeggiando la celere che continuava a pattugliare gli ingressi. La risposta è stata immediata: per la prima volta dalla fondazione dell’università degli studi di Milano Bicocca la polizia in tenuta antisommossa, senza il permesso del rettore, ha incominciato a muoversi all’interno dell’università schierandosi questa volta nel corridoio interno che permette di arrivare in Aula Magna. In seguito siamo riusciti ad accedere all’aula Magna e ad interrompere il convegno portando il nostro punto di vista e denunciando le violenze commesse dalle forze dell’ordine in università e il fatto che proprio a noi studenti e studentesse ci venisse impedito di accedere in un luogo di sapere pubblico che dovrebbe essere aperto a tutti e a tutte.

TROVIAMO INACCETTABILE CHE POSSA ESSERE CONSENTITO ALLE FORZE DELL’ORDINE DI PICCHIARE STUDENTI CHE PROVANO AD ENTRARE NELLA PROPRIA UNIVERSITÀ.

TROVIAMO VERGOGNOSO IL FATTO CHE IL RETTORE NON ABBIA PRESO ALCUNA POSIZIONE A RIGUARDO E OGGI COME SEMPRE CONTINUEREMO A RIBADIRE IL FATTO CHE NON STAREMO IN SILENZIO DI FRONTE ALLA PRIVAZIONE DEI NOSTRI DIRITTI E ALLO SGRETOLAMENTO DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA!

AI NOSTRI POSTI CI TROVERETE!

Collettivo Universitario Bicocca

 

28 Maggio 2015

28 Maggio 2015

28 Maggio 2015

28 Maggio 2015

 

NOI NON LAVORIAMO GRATIS PER EXPO! E TU?

Evento Critica alla psichiatria 17/10 piano -1 U6 Università Bicocca

Un connubio fra la figura di Alda Merini e la pratica del Telefono Viola, fra un'idea (non senza azioni) e un'azione (non senza idee).  -Ore 14: presentazione del libro ""Alda Merini, la poetessa dei Navigli"  La complessa figura della Poetessa raccontata attraverso i ricordi di Aldo Colonnello, artista e intellettuale, la cui profonda amicizia con la Merini diede vita a un sodalizio affettivo e culturale, destinato a durare per sempre.  -Ore 16.30: incontro con i membri del Telefono Viola di Milano, lo storico servizio contro gli abusi psichiatrici.  All'interno di uno spazio di azione molto ampio, che si colloca tra la lotta all'obbligatorietà della cura e il ripristino del legame sociale, l'esperienza del Telefono Viola rappresenta senza dubbio una delle pratiche non-psichiatriche di pura inclusione.  CONDIVISIONE DI LETTURE ED ESPERIENZE.  PRESSO LO STAND CON LIBRI, MUSICA E RINFRESCO.

Un connubio fra la figura di Alda Merini e la pratica del Telefono Viola, fra un’idea (non senza azioni) e un’azione (non senza idee).
-Ore 14: presentazione del libro “”Alda Merini, la poetessa dei Navigli”
La complessa figura della Poetessa raccontata attraverso i ricordi di Aldo Colonnello, artista e intellettuale, la cui profonda amicizia con la Merini diede vita a un sodalizio affettivo e culturale, destinato a durare per sempre.
-Ore 16.30: incontro con i membri del Telefono Viola di Milano, lo storico servizio contro gli abusi psichiatrici.
All’interno di uno spazio di azione molto ampio, che si colloca tra la lotta all’obbligatorietà della cura e il ripristino del legame sociale, l’esperienza del Telefono Viola rappresenta senza dubbio una delle pratiche non-psichiatriche di pura inclusione.
CONDIVISIONE DI LETTURE ED ESPERIENZE.
PRESSO LO STAND CON LIBRI, MUSICA E RINFRESCO.

Coming next:

15454_766840833386888_2504863634499858703_n

Seminario 29/30/31 Ottobre 2014

VISIONE SEMINARIO PUBBLICATA NELLA SEZIONE NEWS, CRIPSI.

10733712_10205215016434608_5452901737028987799_o

SEMINARIO

ANCHE LA FOLLIA MERITA I SUOI APPLAUSI

Una lettura critica alla psichiatria: idee e pratiche per nuove rappresentazioni del disagio mentale.

 29 ottobre – 31 ottobre

Università degli Studi Milano-Bicocca, edificio U6 (Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1) Aula Magna.

 Non ci sono molte occasioni in Università per porsi delle domande, poichè il sistema educativo è maggiormente incentrato sul dare delle risposte.
Con il seminario del 29, 30 e 31 ottobre il Collettivo Bicocca si propone invece di porre una questione, un problema, senza la pretesa di dare delle risposte.
Durante questi tre giorni, infatti, creeremo uno spazio di discussione sulla complessità della questione psichiatrica: è giusto paragonare il funzionamento della mente umana a quella di una macchina?
Ha senso deresponsabilizzare il soggetto psichiatrico mettendolo completamente in mano al farmaco e alla terapia? Fino a che punto è possibile reinserire nella società un soggetto comunemente reputato non “normale” e quali sono le proposte pratiche che si intendono perseguire?
Grazie alla partecipazione di diverse realtà antipsichiatriche e non esploreremo gli approcci, le problematiche e le idee nate dalla critica al sistema psichiatrico moderno, che riduce ineluttabilmente l’uomo alla dimensione di oggetto, privandolo della sua complessità e unicità.

Con questo evento noi attacchiamo il soggetto intero.
Lo mettiamo a nudo.
Gli strappiamo i vestiti.
Quel pezzo di reale morto (certamente non vivo).
Statico.
Vuoto.
Un individuo che si identifica così fortemente col proprio sembiante, da trasformarsi in una struttura perfetta, piacevole alla vista, al primo approccio, senza contraddizioni, paradossi, mancanze.
Mancante di mancanze.
La mancanza. Dipende da come la guardi. Una malattia mentale, una psicopatologia. Ma anche, pur passando per il reale della sofferenza, un sentiero verso una vita che sia, e non che faccia; che soddisfi e non che abbia.
Anche le mancanze possono riempire: dar voce a domande, conflitti, desideri senza meta e senza oggetto, così infiniti da darci vita.

Quella vita fatta di un godimento non effimero: profondo.

Quella vita porta a godere NON di un gadget o di un altro, ma CON l’Altro.

Lotta contro il discorso del capitalista, voglioso di un soggetto alienato e in solitario godimento di gadgets.

Quella vita ci restituisce le nostre competenze a saper stare con l’altro in qualunque situazione si trovi.
A “saper essere”.

Le sottrae a chi a sua volta, armato di scienza, ce le ha strappate.

La scienza. Dipende da che punto la guardi. Un sapere così nobile, così utile. Ma anche così invasivo, coercitivo, contenitivo, manipolativo.
Con questo evento noi attacchiamo lo scientismo. Il positivismo, il neopositivismo, il post-realismo, i paradigmi bio-medici e organicisti, il totalitarismo di un discorso della scienza interventista che annulla il desiderio soggettivo in funzione di una Cura e di un Bene comune.
Critici verso l’ideale della salute mentale, che porta a soggetti interi ma vuoti e a processi di psichiatrizzazione di massa.
Verso una psicologia e una pedagogia etico-estetiche.
Verso una scienza che padroneggi un sapere, e non grazie ad un sapere.
Tu non sei il tuo corpo. Tu non sei una macchina.
Già lo dicevano gli antichi isterici.

Collettivo Bicocca

http://collettivobicocca.blogsport.eu/

 

Quello che noi attacchiamo non è un’ideologia, non è l’ideologia della psicoanalisi. E’ la psicoanalisi stessa nella sua pratica e nella sua teoria. E in questa prospettiva non c’è contraddizione se si dice che essa è qualcosa di formidabile e che ha preso una brutta piega fin dall’esordio. La svolta idealistica c’è da subito. Non è contraddittorio: fiori magnifici che hanno del marcio fin dalla nascita. […] Materialista è quella psichiatria che introduce la produzione nel desiderio, e inversamente, il desiderio nella produzione. Il delirio non riconduce al padre e neanche al nome del padre, riconduce ai nomi della Storia. Gilles Deleuze, Pouparler, Macerata, Quodlibet, 2000, pp.27-28

Le sujet ne va pas de soi. Felix Guattari, Le tre ecologie.

29/10

 

  1. 9:30 apertura lavori

 

1) “Quale psicoanalisi per la psichiatria?”

Mario marinetti, psicoanalista presidente del Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti.

Introducono Pino Pitasi e Francesco Vandoni.

 

2) “Anti Edipo, o del desiderio come creazione di ambiente”

Tiziana Villani, Professoressa di Filosofia-Ecosofia à ENSAPLV -GERPHAU a Parigi.

Direttrice della rivista Millepiani.- e Millepiani/Urban, www.millepiani.org

Direttrice dell’Associazione ETEROTOPIA-FRANCE www.eterotopiafrance.com

Docente di Fenomenologia dell’Arte contemporanea alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

La pubblicazione dell’Anti Edipo nel 1972 inaugura un lavoro di svolta rispetto ai testi e alle pratiche precedenti di due singolari autori, quali Gilles Deleuze e Félix Guattari.

Un discorso “politico e psichiatrico” che da un lato appare sicuramente segnato dal tempo in cui viene prodotto e dall’altro mette in campo concetti che solo più tardi incontreranno il proprio campo d’azione.

In questa sede non interessa ripercorrere la storia di un libro-evento come L’Anti Edipo, quanto soffermarsi su quei dispositivi che, a partire da allora, iniziarono a viaggiare attraverso i più diversi ambiti di sperimentazione.

La centralità che la psicoanalisi aveva assegnato alla nevrosi, in quanto espressione peculiare del contesto borghese e familiare di inizio Novecento, viene fatta slittare su di un terreno ben più insidioso e di difficile articolazione: la figura dello schizo. Al teatro familiare, al microcosmo delle relazioni genitori, figli e parenti si sostituisce una scena più ampia, quella di un sociale pervaso dalla “produzione desiderante” che eccede il piano di una sessualità vissuta come residuale, segreta e limitata. “Il desiderio e il suo oggetto sono un’unica cosa, sono la macchina, in quanto macchina di macchina: Il desiderio è macchina, anche l’oggetto del desiderio è macchina collegata, cosicché il prodotto viene prelevato su del produrre, e qualcosa si stacca dal produrre al prodotto, qualcosa che darà un resto al soggetto nomade e vagabondo. L’essere oggettivo del desiderio è il Reale stesso”.

 

3) “Il superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari.”

Proiezione del documentario “Itinerari: da internati in OPG a cittadini”; commento e dibattito.

Cesare Bondioli, Psichiatra del Centro Franco Basaglia di Arezzo.

Protagonista nella chiusura del manicomio di Siena nel 1996.

Responsabile carceri e OPG di Psichiatria democratica.

 

h.13:00 pausa pranzo.

h.14:00 ripresa lavori.

 

4) “Socioanalisi narrativa della residenzialità psichiatrica post-manicomiale.”

Nicola Valentino, socioanalista con la cooperativa Sensibili alle foglie.

 

Verranno illustrati i risultati di due ricerche, una svolta nel 2002 all’interno delle strutture residenziali della ASL Napoli 2 e l’altra nel 2012 nella comunità terapeutico riabilitativa di Bastia Umbra. Ricerche orientate ad esplorare i dispositivi ancora manicomiali presenti nelle nuove istituzioni.

Durante l’intervento verrà illustrata brevemente anche la metodologia di ricerca che la cooperativa Sensibili alle foglie utilizza per l’analisi delle istituzioni, che si basa sullo scambio narrativo, svolto in gruppo, da attori interni all’istituzione.

 

5) Seminario: “IO SONO LA CURA. Fare a meno della psichiatria: teoria e pratica. Il modello siciliano di autogestione collettiva delle esperienze extra-ordinarie.”

Giuseppe Bucalo, Scrittore.

Fondatore del Comitato Iniziativa Antipsichiatrica e del Soccorso Viola.

 

h.19:00 sospensione dei lavori.

 

 

30/10

 

h.9:30 ripresa lavori

 

1) “Tra antipsichiatria e antipedagogia: l’invasione diagnostica e sanitaria delle pratiche educative e le strategie di resistenza”.

Raffaele Mantegazza, Docente di Pedagogia interculturale all’Università Milano-Bicocca.

 

2) “La psichiatria istituzionale da sempre divisa tra ruolo terapeutico (vero e proprio scandalo scientifico) e ruolo custodialistico (vero e proprio ‘vulnus’ giuridico). Da sempre divisa tra ospedale e carcere.”

Giorgio Pompa, dell’Associazione “Dalle Ande agli Appennini” di Milano.

Ex membro del Telefono viola di Milano.

 

La psichiatria istituzionale è una branca della medicina?

 

1.1. Lo scandalo dei 12 pazienti morti nei reparti psichiatrici Grossoni dell’Ospedale Niguarda di Milano.

1.2. La contenzione fisica, ovvero l’usanza di legare e fissare mani e piedi ad un letto di contenzione un paziente psichiatrico già contenuto chimicamente, non è una modalità terapeutica: è solo una forma di tortura (una forma di tortura che indignerebbe chiunque, compresi tutti gli psichiatri ospedalieri, nessuno escluso, qualora venisse applicata ad un cane).

1.3. Le straordinarie diversità tra le modalità proprie della medicina e quelle proprie della psichiatria istituzionale.

1.4. La ‘malattia’ della mente è solo una metafora: da più di un secolo la psichiatria istituzionale interpreta alla lettera la metafora della ‘malattia’ mentale.

1.5. Il significato di ‘manicomio’ non riguarda la tipologia edilizia di una istituzione totale del passato: ancora oggi il significato di manicomio è tutto racchiuso in una lettera dell’alfabeto: la lettera ‘o’, vocale iniziale dell’aggettivo ‘obbligatorio’.

1.6. La perversione del linguaggio, ovvero l’interpretazione letterale del linguaggio metaforico, è la maschera formale della psichiatria istituzionale.

 

L’intervento psichiatrico istituzionale è l’erede più fedele del processo ‘inquisitorio’?

2.1. Lo straordinario caso del Sig. Giuseppe D.

2.2. Il ‘Processo’ di Franz Kafka in scena alla Procura di Milano e all’Ospedale San Paolo.

2.3. Butta a terra il televisore che sta trasmettendo le immagini dell’attentato alle Twin Tower: finirà in manicomio criminale?

2.4. Le straordinarie somiglianze tra le modalità dei processi dell’Inquisizione, operanti in Europa per 6 secoli fino alla rivoluzione francese, e le modalità del manicomio, operanti in Europa da oltre 2 secoli, da subito dopo la rivoluzione francese.

2.5. Le straordinarie somiglianze tra i manuali degli inquisitori e i manuali diagnostici dei disturbi mentali.

2.6. Il manicomio criminale, sopravvissuto indenne dalle riforme dei sistemi carcerari e manicomiali, è la sintesi perfetta del significato di manicomio.

2.6. Perché la magistratura ufficiale è restia a colpire gli abusi della psichiatria istituzionale, ovvero gli abusi dell’organo di quella occulta giurisdizione speciale, che è deputata al controllo delle idee che non rientrano nella normalità.

 

3) “Gli occhi non li vedono”

Proiezione, commento e dibattito.

Maria Rosaria d’Oronzo, Centro Relazioni umane di Bologna.

Il documentario “Gli occhi non li vedono” racconta del “Premio Giorgio Antonucci” e vuole restituire alla storia della psichiatria la straordinaria lotta di liberazione e riappropriazione dei diritti fondamentali e civili di individui oppressi dall’ideologia psichiatrica. Non solo il recupero di una memoria, lasciata in oblio e spesso nascosta, ma anche una riflessione sulla storia dei crimini contro l’umanità connessi alla pratica psichiatrica e un’indicazione di metodo alla critica radicale alla psichiatria, attraverso il racconto di alcuni artisti e altri, che hanno attraversato i corridoi e le sale del reparto “Autogestito” del manicomio di Imola, quando Giorgio Antonucci era primario.

Con un contributo particolare di Giorgio Antonucci.

 

Regia: Maria D’Oronzo

Riprese: Simone Ciani/Alessia Proietti/Giuditta Pellegrini

Montaggio: Alessia Proietti/Simone Ciani

Durata: 20′

Anno 2013

Prodotto: Andrea Mele/Centro di Relazioni Umane di Bologna

 

h.13:00 pausa pranzo

h.14:00 ripresa lavori

 

4) “Aver cura della follia, tra pratiche di esclusione, reintegrazione sociale e istanze inclusive”

Cristina Palmieri, Docente di Didattica e Pedagogia dell’inclusione all’Università Milano- Bicocca.

 

5) Laboratorio-seminario di disegno onirico.

Eugen Galasso, Ricercatore in pedagogia clinica e reflecting presso l’ Università di Firenze.

 

La tecnica nasce negli anni Settanta del 1900 a Buenos Aires da due psicoanalisti di formazione e ispirazione (non dogmatica, però) junghiana, Alberto Bermolen e Maria Grazia Dal Porto, ma anche dalla loro collaborazione con Abel Raggio, artista post-surrealista (la definizione è limitativa). Tra gli artisti predecessori del disegno onirico, possiamo citare Arcimboldo, Bosch, il “Giorgione”, Dalì, etc.

Non ha senso parlare a priori del disegno onirico, perché si “rovinerebbe il gioco” interpretando i disegni prima che si facciano: si tratta di disegnare in gruppo, di lasciarsi guidare dal “dolce” accompagnamento musicale.

Tuttavia qualcosa si può dire, già prima: A)”onirico” implica il sogno, ma è “sogno” ad occhi aperti, senza che si dorma, senza che ci sia ipnosi; B)è importante l’uso dei colori; C) Non esistono non-colori. Il nero, il bianco, il grigio lo sono, dunque, a pieno titolo, contro interpretazioni classicamente “accettate” quanto oltremodo fallaci; D) Leggere-interpretare un disegno onirico non vuol dire in alcun modo “giudicare la persona”, anzi tutelarne la privacy, capirne le grandi potenzialità, sempre insite anche nella persona più schiva, meno “appariscente”; E) Il disegno onirico si fa in gruppo, non da soli. Che il gruppo o alcuni suoi componenti si conosca(no) o meno, ci si diverte sempre.

 

  1. 19:00 sospensione dei lavori.

 

 

31/10

 

  1. 9:30 ripresa lavori

 

1) “Deleuze: come fare a credere ancora nel reale senza smettere di essere filosofi”.

Rocco Ronchi, Professore di Filosofia all’Università di L’Aquila e all’Irpa di Milano.

 

2) “Dal ‘malato natura’ al ‘malato cittadino’: la svolta di Franco Basaglia in una prospettiva storica.”

Roberta Passione, Ricercatrice di Storia della Scienza all’Università Milano-Bicocca.

 

3) “Esperienze Compartecipate e Sistemi Locali di Salute Mentale, dai gruppi di auto aiuto psichiatrico al coinvolgimento della comunità nel suo complesso”

Pino Pini, Psichiatra membro del Mental Health Europe e dell’Associazione italiana di Salute mentale

Da Firenze.

 

h.13:00 pausa pranzo.

h.14:00 ripresa lavori.

 

4) “Il disagio diffuso come Wendepunkt del terzo millennio.”

Silvio Boldrini, Sociologo e counseler.

Presidente della Cooperativa sociale Anemos (Cooperativa nazionale del Metodo Alla Salute).

Da Ancona.

 

5) “Il trattamento nella comunità dei disturbi mentali comuni: evoluzione o nuovo paradigma psichiatrico?”

Marco Lussetti, Psichiatra da Grosseto.

 

6)

a- “Breve storia dell’elettroshock dal 1938 ai giorni nostri.”

Ripercorrendo la storia dell’elettroshock (dal 1938 anno della sua invenzione fino alle vicende più attuali come la dichiarazione di incostituzionalità nei confronti dei tentativi di vietare tale pratica) si cerca di mettere in luce quei meccanismi che hanno garantito la sopravvivenza della terapia elettroconvulsiva nel corso dei decenni. Documentiamo come l’elettroshock non sia un metodo desueto, ma tutt’ora utilizzato in Italia dove viene praticato in più di novanta strutture pubbliche e private.

 

b- “Il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud. Identità, metodo e finalità.”

Presentazione del lavoro portato avanti dal collettivo Antonin Artaud, illustrando i differenti piani su cui struttura l’azione di contrasto all’istituzione psichiatrica; il piano propriamente politico e quello delle relazioni con le persone che si rivolgono al nostro gruppo in cerca di informazioni, ascolto e consigli circa le tattiche di autodifesa. Condivisione con il pubblico delle esperienze accumulate nel corso degli anni di vita del collettivo

Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud.

Pisa.

 

h.19:00 fine lavori.

 

 

Evento

Festa 3 Ottobre 2014

Siamo un gruppo di studenti di varie facoltà dell’ Università Bicocca che, nell’autunno 2013, ha deciso di fondare un collettivo universitario. I principi con cui abbiamo deciso di rapportarci all’interno e con le altre realtà politiche sono l’antiautoritarismo e l’antigregarismo. Siamo inoltre interessati a collaborare con professori, lavoratori e tutte le altre organizzazioni e realtà dell’ateneo. All’interno del contesto milanese, aderiamo alla rete di MilanoinMovimento.
Siamo convinti della necessità dell’esistenza di un collettivo universitario in Bicocca più attivo e sensibile alle conoscenze e alle necessità degli studenti, vista la struttura impersonale con cui lo spazio è gestito nella nostra università e vista la difficoltà di creare momenti di confronto tra gli studenti. Per questo, oltre che a trattare i temi classici della sinistra critica urbana, siamo aperti al dibattito su tematiche nuove portate dagli studenti.
Fra questi, nel corso dell’ultimo anno, abbiamo affrontato la critica all’Expo di Milano e alle grandi opere, i metodi alternativi alla psichiatria e l’antiproibizionismo.
Tra le iniziative su questi temi, abbiamo preso parte a una TAZ con le realtà milanesi il Primo Maggio 2014, proposto workshop e assemblee su Lacan e Foucalt in università; organizzato approfondimenti storici con professori dell’ateneo, in particolare sul ventesimo secolo e i movimenti di sinistra; e abbiamo partecipato a iniziative antiproibizioniste, come la manifestazione nazionale a Roma e il guerrilla gardening.
Ma questo è solo l’inizio!
Se sei interessato ad approfondire le nostre tematiche  o a partecipare al collettivo, cerca la nostra pagina facebook oppure connettiti su www.collettivobicocca.blogsport.eu .

Eventi:

Siamo un gruppo di studenti di varie facoltà dell’ Università Bicocca che, nell’autunno 2013, ha deciso di fondare un collettivo universitario. I principi con cui abbiamo deciso di rapportarci all’interno e con le altre realtà politiche sono l’antiautoritarismo e l’antigregarismo. Siamo inoltre interessati a collaborare con professori, lavoratori e tutte le altre organizzazioni e realtà dell’ateneo. All’interno del contesto milanese, aderiamo alla rete di MilanoinMovimento.
Siamo convinti della necessità dell’esistenza di un collettivo universitario in Bicocca più attivo e sensibile alle conoscenze e alle necessità degli studenti, vista la struttura impersonale con cui lo spazio è gestito nella nostra università e vista la difficoltà di creare momenti di confronto tra gli studenti. Per questo, oltre che a trattare i temi classici della sinistra critica urbana, siamo aperti al dibattito su tematiche nuove portate dagli studenti.
Fra questi, nel corso dell’ultimo anno, abbiamo affrontato la critica all’Expo di Milano e alle grandi opere, i metodi alternativi alla psichiatria e l’antiproibizionismo.
Tra le iniziative su questi temi, abbiamo preso parte a una TAZ con le realtà milanesi il Primo Maggio 2014, proposto workshop e assemblee su Lacan e Foucalt in università; organizzato approfondimenti storici con professori dell’ateneo, in particolare sul ventesimo secolo e i movimenti di sinistra; e abbiamo partecipato a iniziative antiproibizioniste, come la manifestazione nazionale a Roma e il guerrilla gardening.
Ma questo è solo l’inizio!
Se sei interessato ad approfondire le nostre tematiche  o a partecipare al collettivo, cerca la nostra pagina facebook oppure connettiti su www.collettivobicocca.blogsport.eu .